Approfondimenti.
Opinioni, non brochure.
Cosa pensiamo di AI, dati e software aziendale, con i ragionamenti in chiaro. Scritti da chi i sistemi li costruisce, quindi di parte: lo diciamo dove conta.
- Chi risponde dell’errore di un agente AI?Si parla degli agenti AI come se mancasse solo un modello più bravo. Ma ciò che frena l’automazione completa dei processi aziendali non è tecnico: è che non è chiaro chi risponde quando un agente sbaglia.
- Il software senza schermataA settembre 2026 Salesforce ha presentato AIforce, un livello che rende i suoi dati e le sue funzioni raggiungibili da applicazioni e agenti senza passare dalla sua interfaccia. Più che una notizia su Salesforce, è un segnale: il software aziendale sta rinunciando alla propria schermata.
- Scrivi il software come se fosse già pubblicoC’è un test che uso quando progetto un sistema: se domani il codice, lo schema del database e una copia dei dati finissero online, cosa si perderebbe? Se la risposta dipende dal fatto che nessuno li guardi, il progetto ha già un problema.
- L’MCP è un’interfaccia, non un accessorioQuando un sistema ha già un’interfaccia web e delle API, aggiungere un server MCP sembra l’ultimo giro: qualche funzione esposta a un assistente. È un errore di prospettiva. Se un agente può fare qualcosa che l’interfaccia non permette, o viceversa, hai due sistemi con regole diverse.
- L’AI in azienda è già in uso, ma nessuno l’ha sceltaMolte aziende hanno scelto di aspettare prima di adottare l’AI, e spesso hanno ragione: prima i dati, poi gli strumenti. Ma c’è una conseguenza che si nota poco. Se le persone adottano gli strumenti nuovi con poca frizione e l’azienda non ne ha indicato nessuno, l’AI non viene rimandata: viene usata comunque.